“Io non credo vi sia nelle Alpi una regione più classica, per ammirare e studiare le marmitte delle cascate della valle del Devero nell’Ossola. Le caldaie di Croveo rappresentano più marmitte consociate, della profondità di forse trenta metri, mirabilmente lisciate dall’acqua che si precipita nel vuoto sotto un arco naturale, formato da due enormi macigni che si sorreggono a vicenda al di sopra dell’abisso…”. (Alessandro Malladra, in Il bel Paese, di Antonio Stoppani, 1908)
Il luogo è facilmente raggiungibile lungo la bella mulattiera che parte dal centro del paese di Croveo. Un antico ponte in pietra ad arco, recentemente messo in sicurezza, e una scala metallica a consentono di accedere a una piazzola da cui si gode una vista incomparabile della cascata e delle marmitte.
Al ponte è legata una leggenda locale, nata forse per incutere nei bambini un senso di timore e di prudenza in luoghi esposti a cadute accidentali, che narra di un’entità malvagia, il “rampign”, capace di trascinare nell’abisso l’incauto che troppo si sporge oltre il parapetto afferrandolo improvvisamente con il suo rampino.
Altre marmitte sono visibili dal Ponte della Baulina, poco più a valle dell’abitato di Croveo, raggiungibile in pochi minuti seguendo la strada serrata che parte dal bivio segnalato lungo la strada carrozzabile.
L’antico torchio a leva per la spremitura dell’uva e la bella Chiesa Parrocchiale del XVII sec. dedicata alla Natività di Maria Vergine, completano la visita di Croveo. La statua commemorativa di Don Antonio Ruscetta, il prete “viperaio” di Croveo, sorge proprio sul sagrato della chiesa, nel luogo in cui impartiva ai giovani di Croveo lezioni di cattura dei rettili che venivano poi inviati all’Istituto Sieroterapico di Milano.
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