Situata in località Fornarelli, poco distante dalla Casa Museo Walser, la Miniera d’oro della Guia, è stata la prima miniera riaperta in Italia a scopo culturale.
Attiva per oltre duecento anni, dal 1710 al 1945, al suo imbocco si può ammirare il mulinetto di amalgama a mercurio reso attivo dalla spinta dell’acqua: questo metodo veniva utilizzato tra gli anni Venti e Trenta per separare l’oro dai materiali sterili.
Il duro lavoro del minatore era un mestiere molto diffuso in tutta la Val Anzasca e, proprio grazie all’abbondaza della manodopera, la miniera raggiunse il picco massimo di produzione nel periodo bellico a cavallo tra le due Guerre Mondiali.
Chiusa nel 1945 per infruttuosa produttività, la miniera è oggi ben attrezzata per accogliere visite guidate a pagamento, durante le quali è possibile scorgere lungo tutto il percorso (1,5 km) autentici filoni di pirite aurifera.
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